
L’India è un mosaico infinito di culture, ma è nel cuore del Punjab che batte la sua anima più vibrante e generosa. Conosciuta come la terra dei cinque fiumi e la culla della cultura Sikh, questa regione incanta i viaggiatori con la spiritualità d’oro di Amritsar, i suoi colori intensi e un’accoglienza calorosa che non ha eguali nel mondo.
Trovi la nostra introduzione all’India con informazioni pratiche, falsi miti, cose vere e pillole sulla cultura indiana in questo articolo completo
In fila all’aeroporto di Roma pronti all’imbarco per Amritsar ci si avvicina un bell’uomo dai tratti indiani con un turbante immacolato in capo. Non faccio in tempo a voltarmi che mi dice in un romanaccio perfetto “Ao’ capo… prima volta là? ‘nte preoccupa’ Amritsar è n’artro pianeta popo… Io so’ de là … non sai…”
Mi imbarco, mi addormento in volo e mi sveglio poco prima dell’atterraggio. Ancora assonnato, vedo attraverso dei banchi di nebbia umida una prateria verdissima sterminata. Animali al pascolo, fiumiciattoli, e tanto verde e di nuovo tanto umido a perdita d’occhio. Ancora assonnato penso di stare per scendere a Dublino. Poi mi guardo attorno, vedo tutti quei turbanti e riconsidero la situazione.
Usciamo dall’aeroporto senza perdite di tempo e dopo pochi passi fuori dal terminal iniziamo a vivere l’India. Respiriamo l’aria ancora fresca del mattino e camminiamo in una bruma che ci avvolge. Il cielo è grigio e i posti sono pieni di gente ovunque. Si, vero, anche i nostri aeroporti e gli spazi antistanti sono affollati, ma li, ad Amritsar, nel Punjab, molto di più. Ci sono persone “appese”, “freezate” che non si sa che stiano facendo o aspettando, altri invece sono indaffarati, altri parlano al telefono, altri semplicemente… attendono. Fra tutte queste persone, una ce ne doveva essere e non c’è. Era il nostro driver, prenotato dall’Italia con una società locale per portarci in albergo. Giriamo, rigiriamo, lo cerchiamo ovunque (ci aveva mandato una sua immagine), chiediamo, facciamo vedere la foto, telefoniamo… i telefoni non prendono, nessuno lo conosce, nessuno lo ha visto. Semplicemente non c’è. Non possiamo chiamare (il pocket wifi ad Amritsar NON va) quindi quando vediamo all’esterno del terminal, sotto la tettoia, un banco Uber gestito da 5 ragazzi di vent’anni corriamo da loro e chiediamo loro di rintracciare il driver. Telefonano, parlano in una lingua non comprensibile, sorridono, ci fissano e poi cercano le parole in inglese per spiegarci. Pare proprio che il nostro driver si fosse stufato di aspettarci (il nostro volo ha fatto due ore di ritardo) e se ne sia andato a casa. Però ora sta arrivando. O lui o suo fratello o suo cugino ma qualcuno ci avrebbe preso e portato in Hotel. Problema risolto.


Dobbiamo prelevare contante lungo la strada. Il driver si ferma a un bancomat.

Inizia il traffico e abbiamo un po’ più di tempo per vedere fuori

Entrati albergo, posati i panni, usciti albergo. Si va! Dove? Iniziamo con una moschea di cui avevamo segnato la posizione. Da lì ci saremmo spostati verso il nucleo di Amritsar il tempio d’Oro! Come ci spostiamo? Ma tutto in tuk tuk certamente.
Però il conducente si sbaglia… non ha capito, era distratto, i cell non andavano ancora e non siamo stati in grado di mostrare la destinazione esatta. Risultato: ci siamo trovati non in una Moschea, ma in un tempio SikhI (Gurudwara Shaheed Ganj Sahib). Un posto con gente piuttosto nervosetta tutta vestita di bianco che ci osservava molto molto curiosa o per dirla tutta in modo infastidito. O per dirla tutta tutta in modo nervoso… E quindi per dirla tutta tutta tutta 5 min e ce ne siamo andati. E ci credo che la gente era innervosita! Eravamo vestiti in maniera non consona per entrare al tempio, ma tale era la folla, la confusione e la nostra ignoranza (non sapevamo che è necessario avere capo e gambe coperte per accedere a un tempio Sikh) che alla fine ci siamo ritrovati dentro. Ci guardavano tutti… Ho anche sbagliato a mettere i piedi nella piscinetta di acqua purificatrice e da quanto ho appreso invece di entrare dopo aver proceduto nell’acqua pura all’ingresso, sono entrato dopo aver proceduto nell’acqua “sporca” della uscita. Non la hanno presa benissimo in molti.

Dopo questi inconvenienti abbiamo fatto mente locale e siamo riusciti a gestire Amritsar come un posto normale. E anche questo articolo prenderà una piega ordinaria e più professionale (purtroppo?). Eviterò di dirvi che quello stesso giorno abbiamo preso in pieno la coda del monsone, che il tuk tuk che ci portava non aveva il vetro davanti e il guidatore si è praticamente affogato; eviterò anche di confessare che ci hanno rimbalzato da tutti i templi sikh perché avevamo le ginocchia scoperte…
Quindi dopo le prime ore passate in Punjab scrolliamoci la testa e andiamo con ordine…
Innanzitutto quanto mi costa andare in Punjab?
Ci sono diversi modi per andare in Punjab. Può essere raggiunto con voli dall’Italia per un City break davvero particolare, o ancora meglio può essere incluso in un meraviglioso Tour dell’India del Nord che comprende Delhi e magari il Rajastan, o ancora si può scegliere di prendere il ritorno su Bombay.
Le volpi viaggiano ad Amritsar (3 notti con colazione in hotel di fascia media) e voli inclusi a partire da:
* 1211 euro per persona a Ottobre. Con voli non diretti dall’Italia (2026: il volo Neos diretto è stato soppresso)
* 192 euro per persona a Ottobre. Con voli A/R da Delhi Air India (compagnia TOP)
* 214 euro per persona a Ottobre. Con voli andata da Delhi e ritorno a Bombay Air India (compagnia TOP) – (possibile inversione di A/R se si vuole)



Per info e prenotazioni : info@volpiinviaggio.it
Cosa è il Punjab
Lasciando la storia del Punjab nella sezione curata da Giovanni qui vi racconto i tratti evidenti della gente che popola questo stato.
1. I maschi hanno i turbanti e li hanno solo loro in esclusiva nazionale quasi. Se trovate altrove in India uno con il turbante 90% è del Punjab.
2. Odiano il fumo, il consumo di sigarette e tutto quello che fa entrare cose nei polmoni
3. Birra (e qualche alcolico) okkeissimo ma solo nei posti dove dicono loro.
4. Religione di stato: sono sikh (ma troverete anche tanti musulmani e induisti). I sikh sono fighissimi… girano in turbante, hanno un bracciale di metallo, un pettine di legno e un pugnale sempre con loro. La loro religione insegna il rispetto fra i sessi e la donna è trattata finalmente da pari: nei templi si offre carità ai meno fortunati e si vive in una comunità pacifica e molto unita.
5. Possono essere piuttosto violenti e ben organizzati se attaccati… i guerrieri sikh sono stati l’incubo di tante spedizioni militari nel passato e proprio le guardie del corpo sikh hanno commesso l’omicidio di Indira Gandhi nel 1984 per motivi politici.
Cosa vedere ad Amritsar
Segui il percorso nero sulla mappa
Il tempio d’oro (1)
Obbligatorio obbligatorio obbligatorio! Prendetevi una mezza giornata perché entrare non è immediato, ci sono le file ad ogni ora del giorno e della notte. Qualunque visitatore deve entrare con capo coperto e ginocchia coperte (danno dei teli all’entrata); dovete lasciare le scarpe negli appositi gabbiotti gestiti fuori dal tempio ma potete portare con voi lo zaino. Zaino che verrà scrupolosamente perquisito, quindi ricordate se fumate levate le sigarette anche elettroniche, ma levate anche gli accendini. Sono indiani ma non sono scemi: ricordate che qui odiano quello che entra nei polmoni perché lo considerano altamente impuro. Se avete con voi le sigarette elettroniche (che sono comunque vietate, poi ne parliamo più sotto) non le portate appresso o peggio ancora non mettetele nello zaino. Lo zaino lo apriranno sicuramente, le perquisizioni sono possibili ma non certe. Noi ad esempio abbiamo lasciato la nostra sigaretta elettronica insieme alle scarpe in una busta di plastica scura ai gabbiotti prima dell’entrata.
Entrerete scalzi e il marmo (giustamente bianco) nelle giornate di bel tempo dopo poche ore brucerà sotto i vostri piedi. Quindi, volenti o nolenti camminate lungo le passerelle di stoffa e tappeti. Fate la fila per accedere al tempio maggiore ma non perdetevi quello che accade attorno a voi. Vedete le mense per i poveri, osservate la distribuzione di acqua, fotografate gli altri edifici nel complesso. Quindi mettetevi in fila ordinatamente come fanno tutti gli altri e lentamente percorrete la piattaforma che vi porterà al tempio d’oro, in mezzo al lago artificiale. Visitate le sue piccole sale, anche al piano superiore, quindi, sospinti dalle folate di persone che vi seguono, vi troverete gentilmente al di fuori del Tempio.



La moschea di Kahiruddin (2)
Era questa gentile e leggiadra moschea quella dove dovevamo venire il primo giorno…se il guidatore non si fosse sbagliato! Oltre alla bellezza artistica, la moschea ha avuto un ruolo cruciale nella lotta per l’indipendenza indiana. È proprio dal suo pulpito che i leader nazionalisti (come lo studioso Shah Attaullah Bukhari) lanciarono il famoso appello alla rivolta contro il dominio britannico. Fate attenzione perché è nascosta dai palazzi.
Gurdwara Santokhsar Sahib (3)
Il Gurdwara Santokhsar Sahib è un altro tempio sikh non distante dal tempio d’oro. E’ un’oasi di pace nel cuore antico di Amritsar. L’elemento centrale è il suo grande Sarovar (il bacino d’acqua sacro), storicamente celebre per essere stato il primo lago purificatore scavato in città nel XVI secolo.


I templi indù
Il Tempio di Shri Durgiana (4) è uno dei più importanti luoghi di culto induisti del Punjab, famoso per la sua straordinaria somiglianza architettonica con il Tempio d’Oro sikh, da cui ha ripreso la struttura galleggiante al centro di un lago sacro (sarovar) e le cupole dorate.


Il Mata Lal Devi Mandir (5) (noto anche come Param Pujya Mata Lal Devi Mandir) è senza dubbio uno dei templi indù più bizzarri, colorati e unici al mondo. Rappresenta una tappa eccezionale e ad altissimo impatto visivo. Noi non lo avevamo messo nella lista delle cose da vedere, ma il guidatore di Tuk tuk che ci ha postato dal tempio d’oro verso gli altri luoghi si è letteralmente innamorato di noi e ci ha portato a vedere questo strano tempio gratis…
Questo è senza dubbio il tempio più bizzarro, psichedelico e straordinariamente unico che possiate incrociare in tutto il Punjab! Questo incredibile labirinto spirituale, nato in onore di una santa cieca del Novecento, vi catapulterà in un vero e proprio parco a tema della fede: tra corridoi interamente ricoperti da milioni di specchi luccicanti, mosaici dai colori vibranti e statue giganti di divinità e animali mitologici che fungono da porte, l’avventura è assicurata. Preparatevi a togliervi le scarpe e a camminare con l’acqua alle caviglie dentro una grotta artificiale, persino gattonando nei punti più bassi in segno di umiltà, prima di raggiungere il cuore di questo santuario, celebre in tutta l’India per i suoi miracoli legati alla fertilità.


Altri luoghi che valgono una visita ad Maritsar sono il Jallianwala Bagh (6) e il Museo della partizione (7)
Il Jallianwala Bagh è un giardino monumentale situato a pochi passi dal Tempio d’Oro che commemora il tragico massacro del 1919, quando l’esercito britannico aprì il fuoco su una folla di civili inermi. Oggi il parco è un memoriale storico dove è ancora possibile vedere il “pozzo dei martiri” e i fori dei proiettili conservati sui muri perimetrali di mattoni rossi.
Il Museo della Partizione, ospitato all’interno dello storico palazzo della Town Hall, è il primo spazio espositivo al mondo dedicato interamente alla dolorosa divisione del 1947 tra India e Pakistan. Il percorso documenta la più grande migrazione di massa della storia attraverso fotografie d’archivio, documenti ufficiali e oggetti personali lasciati dai rifugiati dell’epoca.
Cosa vedere fuori Amritsar
Di templi indù e sikh, di moschee e di luoghi strepitosi le campagne di Amritsar sono piene. Noi siamo per forza di cose stati selettivi e abbiamo scelto di vistare il tempio di Ram Tirath e la cerimonia del confine, il mitologico Wagah border
Il Ram Tirath (8) vi catapulterà dritti nelle pagine del glorioso poema epico del Ramayana! Questo immenso e solenne santuario induista, situato a breve distanza da Amritsar, sorge proprio sul luogo mitologico che ospitava l’antico ashram del saggio Valmiki, il sacro rifugio in cui la dea Sita trovò riparo durante il suo esilio e diede alla luce i suoi figli gemelli, Luv e Kush. Oggi, tra imponenti strutture recentemente rinnovate, un immenso lago purificatore che la leggenda vuole scavato nientemeno che dal dio-scimmia Hanuman e una sfolgorante statua dorata alta quasi tre metri, questo tempio emana un’energia spirituale magnetica, offrendo ai lettori del vostro blog un tuffo straordinario nelle leggende e nelle radici più profonde della mitologia indiana!




Il Wagah border (9). Significa in inglese letteralmente il confine di Wagah, cittadina al confine fra India e Pakistan, ma ormai ha assunto il significato di “cerimonia quotidiana che si tiene al confine al tramonto”. Se non avete mai sentito parlare del Wagah border probabilmente penserete che vi stiamo prendendo in giro. Non possiamo nemmeno chiamarla cerimonia, è uno spettacolo, un balletto, una cosa che va vista perché a parole non si riesce a spiegare… Diciamo che è una serie di coreografie danzanti molto particolari eseguita da militari, esattamente sulla linea di confine fra India e Pakistan. Ricordate che India e Pakistan sono acerrimi nemici per diversi motivi storici. Ebbene l’unico posto di blocco stradale che divide India e Pakistan si trasforma ogni singolo pomeriggio, un paio d’ore prima del tramonto, in una gigantesca arena a cielo aperto per la celeberrima cerimonia militare del Beating Retreat. In un tripudio di spalti stracolmi, bandiere sventolanti, cori da stadio incitati dalla folla e musica Bollywood a tutto volume, i soldati dei due paesi – famosi per i loro stravaganti cappelli piumati – si sfidano a colpi di marce acrobatiche, sguardi di fuoco, balletti e calci sferzati a mezz’aria, prima di abbassare i rispettivi vessilli in segno di formale rispetto reciproco. È uno spettacolo unico al mondo, intriso di orgoglio nazionale e vibrante folklore, assolutamente imprescindibile per chiunque voglia toccare con mano l’anima elettrizzante, tipica, unica, folkloristica, o forse meglio, bollywoodiana del Punjab! Ah una cosa che stavamo per dimenticare… tuto questo si svolge sotto gli occhi di migliaia di spettatori assiepati in un emiciclo in India e in un emiciclo in Pakistan (lo stanno ricostruendo più grande !), i quali… tifano come se fossero allo stadio ! C’è anche il bibitaro…
Dove prendere un meritato drink?
Diteci la verità, se non siete mai stati in India, come ve li aspettate i locali con birra ecc in India? Esisteranno? Che tipi di posti saranno?
Noi ci siamo trovati molto bene in diversi posti che abbiamo messo sulla mappa che potete aprire in popup. (da 1 a 3 sulla mappa). Foto qui sotto
Ognuno dei posti che vi indichiamo si trova all’interno dello stesso distretto, lontano dal centro e dai templi, di Ranjit Avenue, a pochi passi l’uno dall’altro. The liquid room (1) (SCO 34, 97 Acre Scheme, D-Block, vicino a Starbucks, Ranjit Avenue) Gahru (the brewmaster) (2) (SCO 47-50, District Shopping Complex, B – Block, Ranjit Avenue) e Hoppers (SCO 15, 97 Acre Scheme, D – Block, Ranjit Avenue) (3)


Dove abbiamo mangiato: (da 1 a 8 sulla mappa)
Ci siamo trovati molto bene in diversi posti. Ottima è la catena Amritsar Haveli (o Amrtisari Haveli). Fa cucina espressa del punjab, (squisite le malai kofte) e si trovano un po’ in tutta la città. la sede principale è situata in SCO 27, near Sure Stay Hotel, D – Block, Ranjit Avenue (1), mentre per chi si trova nei pressi del Tempio d’Oro ci sono la sede inside Town Hall (2) e quella all’interno della Saragarhi Sarai, Golden Temple Rd (3); infine, le ultime due sedi coprono la periferia e lo shopping, trovandosi rispettivamente al secondo piano del food court del Nexus Mall, Rajinder Nagar, Maqbool Pura (4) e in Shivaji Park Rd, Mohindra Colony (zona Rani Ka Bagh), vicino al Tempio di Mata Lal Devi (5). Quindi bene The yellow chilli Chhatwal Hotel & Resorts, SCO-108, GRD Towers, District Shopping Center, Ranjit Avenue (6) e ok anche Haveli (così, senza Amritsar) in District Shopping Complex, Ranjit Avenue, D – Block (7) e in Highway, Grand Trunk Rd, Amritsar, Jandiala Rural (8)
PS: Haveli è un termine che sentirete tanto in India, soprattutto nel Rajastan. Sta a indicare una dimora storica, un palazzo nobiliare.
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