Giordania sospesa nel tempo: itinerario di chi ci è stato

La Giordania è una terra sospesa nel tempo, capace di incantare ogni viaggiatore con i suoi tesori millenari e paesaggi mozzafiato. Dalla maestosità di Petra alle distese rosse del Wadi Rum, preparati a vivere un’avventura indimenticabile nel cuore del Medio Oriente.

✨ Ogni viaggio è unico, proprio come chi lo sceglie.

📌 Nota sul prezzo: La quota indicata è calcolata sulla base della migliore tariffa disponibile al momento della pubblicazione. Il prezzo finale può variare in base alla stagionalità, ai voli e alla tipologia di sistemazione scelta.

QUANDO ANDARE & INFO PRATICHE
IL NOSTRO ITINERARIO
DOVE BERE QUALCOSA E DOVE MANGIARE


Siamo scesi all’aeroporto di Amman dopo la mezzanotte di uno dei primi giorni dell’aprile 2024. Volo scomodo, orario scomodo, situazione molto scomoda: Iran e Israele si tiravano missili e droni e a Gaza imperversava l’inferno. Noi eravamo non lontani da quegli scenari, ma confidavamo in lacune nozioni che sapevamo bene. La Giordania aveva firmato nel 94 degli accordi di pace con Israele, d’altro canto non vedeva di buon occhio l’espansionismo iraniano e in ultimo è uno dei maggiori alleati dell’occidente nel medio oriente. Oltre a ciò erano decenni che i viaggiatori esteri in Giordania erano ben preservati da incidenti militari, soprattutto nelle aree turistiche che volevamo visitare noi.
Se siamo qui a scriverne, ancora entusiasti dell’esperienza, è perché è andato tutto bene, come da programma.

Noi abbiamo fatto tutto da soli come al solito, ma stavolta è una decisione che solo in parte ci ha soddisfatto. Abbiamo preso una guida solo a Petra, trovata all’entrata, e non era delle migliori. Gli alloggi erano un poco distanti dai luoghi di interesse e non era facile trovare posto alla macchina. Oltretutto ad Amman abbiamo preferito spostarci in taxi sempre per il problema del traffico e del parcheggio. Ritornati a casa abbiamo constatato che come se non bastasse abbiamo speso anche di più di quanto avremmo fatto con un tour organizzato bene selezionato…

Comunque siamo in Giordania, una terra solare piena di meraviglia e di stupori che attendono i viaggiatori. Qui una piccola intro alla mitologica cucina giordana.


Quando andare: periodo migliore per andare in Giordania va da marzo a metà maggio o fra settembre inoltrato e ottobre, quando il clima è mite e soleggiato e l’acqua del mar morto è sufficientemente calda. No in estate (40° gradi all’ombra) e no in inverno (rischio di freddo, anche di neve, e giornate buie e piovose).
– Documenti: passaporto obbligatorio con validità residua di 6 mesi. Visto obbligatorio che copre 90 giorni di presenza in Giordania al costo di circa 50 euro. Il visto si può prendere online sul sito del Ministero Interni Giordano, oppure in aeroporto all’arrivo oppure tramite il Jordan Pass. Il Jordan Pass è un buon modo di risparmiare poiché al costo di 90 euro include accessi gratuiti a molte attrazioni del paese, fra cui Petra, il wadi rum e Jerash e l’azzeramento delle spese del visto. Fate i vostri conti. E fateli anche in considerazione di quello che vi suggeriamo poco sotto: quello stavolta di fare tutto con un tour operator. In questo caso visto e entrate sono inclusi.
– Moneta e cambio: Dinaro giordano (JOD). Non cambiare all’aeroporto se non piccole somme, se puoi. Le carte di credito sono accettate ovunque e si può prelevare senza le commissioni alte dei cambi dell’aeroporto nei bancomat. 1 JOD = 1.22 euro (2026). Quindi 5 JOD = 6 euro.
– Vaping ed altri vizi: è permesso introdurre nel Paese un solo dispositivo per uso personale e una modica quantità di liquidi. No svapo e fumo nei locali al chiuso. Tabacco ok alcool si trova non facilmente fuori Amman (siamo in un paese musulmano…). Ricordate che i pub sono usualmente messi al chiuso o in seminterrati o in terrazze… la sura del corano dice che non devi avere a che fare con alcol, cioè non lo devi vedere… Nessun fedele deve vedere te che ti fai una pinta sotto a un ombrellone; quello che fai al chiuso o dove non ti vedono poi non sono affari di nessuno…
SIM/eSIM: Se preferisci avere internet attivo già al momento dell’atterraggio senza fare code o mostrare documenti fisici, VolpiInVIaggio ti dà il 5% di sconto sulle eSim Holafly ! Segui questo link e configura il tuo piano direttamente su Holafly. Trasparenza: questo articolo contiene link di affiliazione. Se acquisti una eSIM Holafly tramite questo link, tu otterrai il 5% di sconto e io riceverò una piccola commissione che supporta il blog, senza alcun costo aggiuntivo per te.
– Prese elettriche: potete trovare prese a tre poli britanniche, prese europee o altre prese ancora. Il consiglio è quello di portare con voi un adattatore universale, magari a più uscite.
Consiglio da volpi: mettete in valigia delle scarpe da trekking perché vi saranno utili sia nel deserto che soprattutto nei siti di Piccola Petra e di Petra.


Il nostro itinerario in Giordania

Perché preferire stavolta un tour operator? Perché a conti fatti è più economico fra ingressi, visto, hotel e guide e dritte varie. Con questo tour, a questi prezzi, il visto e le entrate sono incluse (quindi non serve il Jordan pass), l’auto non la dovete prendere, le guide parlano italiano e non serve innervosirsi per i parcheggi.
Per info e prenotazioni : info@volpiinviaggio.it

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Nel frattempo noi: presa auto, trovato hotel. Dormito. Colazionati, riprendiamo l’auto e iniziamo il nostro percorso. segui le tappe nere sulla mappa popup clicca qui per aprire la mappa in una nuova scheda

Secondo giorno

Da Amman a Wadi musa (il sobborgo abitato di Petra). Totale 250 km (3 ore di quasi tutta autostrada). Ricordate che a Piccola Petra il terreno è sassoso, quindi mettete le scarpe diciamo da trekking a portata di mano.

Madaba (1): Nota come la “Città dei Mosaici”, custodisce nel cuore della Chiesa di San Giorgio (1) un tesoro del VI secolo d.C. di inestimabile valore storico e artistico. Il mosaico raffigura l’antica mappa della Terra Santa con una precisione straordinaria, mostrando in dettaglio Gerusalemme e le aree circostanti attraverso milioni di tessere colorate.
Monte Nebo (2): Luogo sacro di immenso fascino spirituale e storico, il Monte Nebo è il colle alto oltre 800 metri da cui, secondo la tradizione biblica, Mosè godette della vista sulla Terra Promessa prima di morire, un punto panoramico eccezionale che nelle giornate più limpide permette di scorgere il Mar Morto, la Valle del Giordano e persino i profili di Gerico e Gerusalemme.

La mappa di Madaba
Veduta dal Monte Nebo

Piccola Petra (3): il sito di Piccola Petra fungeva in antichità da sobborgo commerciale e punto di sosta per le carovane dirette verso la città principale, Petra. Oggi offre ai viaggiatori un’esperienza intima e suggestiva grazie a un percorso scavato nella roccia che custodisce antichi tricli, sistemi idrici nabatei e rari affreschi ellenistici superstiti, il tutto senza la folla di Petra. Per dire, a noi è piaciuta quasi di più Piccola Petra che Petra. Cercate di arrivare nel tardo pomeriggio, prima del tramonto, per fare foto indimenticabili. Proseguite poi prima del calare delle luci nel paese di Wadi Musa (4) poco a sud dove passerete la vostra seconda notte in Giordania.

Terzo giorno

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PETRA ! (5) il sito è aperto tutti i giorni dalle 6:00 del mattino fino alle 18:00 (le 16:00 in inverno) e l’ingresso costa 50 JOD per un giorno, ma è interamente incluso e azzerato se si acquista il Jordan Pass prima del viaggio. Dal parcheggio dove c’è la biglietteria, dovete fare una camminata di qualche centinaio di metri su una specie di pietraia fino ad arrivare all’entrata del sito. Anticipiamo che nel complesso sono presenti botteghe per turisti e punti di ristoro, per cui non è obbligatorio portarsi acqua a meno che non faccia davvero molto caldo.
Il sito archeologico di Petra è un’immensa città antica intagliata nella roccia rosa,. La prima cosa che vedrete è il Siq, un canyon stretto e profondo lungo circa un chilometro, che vi farà arrivare alla facciata del tesoro, nel cuore della città nabatea. I nabatei, antico popolo arabo originariamente nomade e stanziatosi nella regione intorno al VI secolo a.C., si trasformò rapidamente in una civiltà di ricchissimi mercanti stanziali grazie al controllo strategico e al monopolio delle rotte commerciali della seta, dell’incenso e delle spezie che collegavano l’Oriente con l’Occidente.
La grandezza dei Nabatei risiede nella loro incredibile capacità di dominare un territorio ostile, dimostrandosi geni dell’ingegneria idraulica attraverso lo scavo di una fittissima rete di canali, dighe e cisterne sotterranee capaci di raccogliere l’acqua piovana e sconfiggere la siccità del deserto. Questa straordinaria ricchezza e competenza tecnica permise loro di plasmare la capitale scolpendo i monumenti, le tombe e i templi direttamente nelle pareti di arenaria rosa dall’alto verso il basso, creando un’opera architettonica unica al mondo che fonde perfettamente natura e ingegno umano.
Le attrazioni fondamentali da esplorare nel cuore del sito archeologico includono la suggestiva Strada delle Facciate, l’imponente Teatro Romano interamente scavato nella roccia e le maestose Tombe Reali, che si tingono di sfumature incredibili al tramonto. Proseguendo lungo il sentiero principale, non si può rinunciare a una visita al Grande Tempio e alla chiesa bizantina con i suoi mosaici perfettamente conservati.

Finito? Certo che no… manca una “piccola cosa”: il maestoso Monastero in cima a un monte che fa da cornice a Petra. La salita è nel complesso archeologico, ma prima di viaggiare con la mente sino a lassù in cima a quel monte lascia che ti spieghi di che si tratta. 1. Il monastero non è visitabile all’interno (come non lo è la facciata del tesoro). 2. Il monastero nell’aspetto esterno ricorda abbastanza la facciata del tesoro. 3. per arrivare alla spianata dove sorge il monastero devi fare più di 800 gradini irregolari scavati nella roccia su pendenze particolarmente ripide, alcuni dei quali sono molto sdrucciolevoli. 4. Non basta: in salita e in discesa devi fare attenzione al passaggio dei muli con in groppa i visitatori (si possono prendere gli asinelli per salire e scendere, ma aspetta che poi ti spiego) 5. Se pensi che 800 scalini siano pochi ti dico che i tempi di percorrenza per salire alla spianata possono essere dell’ordine di 1 ora minimo senza sosta per giovani allenati, più il tempo quasi equivalente per scendere. 6. alcuni scorci del tragitto sono molto evocativi e meritano di essere assolutamente fotografati.
Il consiglio da volpe: se non te la senti di passare 2 ore minimo a fare 1600 scalini su e giù per vedere un monumento simile a quello che hai visto mezz’ora prima, fai 20 minuti in salita magari. fotografa gli scorci che pensi valgano e poi ridiscendi a sederti a uno dei bar ristoranti ad aspettare gli altri della tua “cordata”.
In ogni modo, sia che tu fai qualche metro o che arrivi sino in cima, il nostro ulteriore consiglio che ti premiamo di seguire è: NON PRENDERE MAI GLI ASINELLI né in salita né tantomeno in discesa. Non è affatto raro che scivolino con i viaggiatori sopra e durante la discesa la pendenza che vedrete vi farà uscire il cuore dal petto.

Uno scorcio moderato del percorso al monastero
Il monastero

Quarto giorno

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Da Wadi Musa a Wadi Rum (100 km circa, 1 ora e 35 minuti)

Il Wadi Rum (6), conosciuto anche come la Valle della Luna, è un deserto unico al mondo caratterizzato da sabbia rossa finissima, maestose montagne di arenaria e spettacolari archi di roccia naturali modellati dal vento nel corso dei millenni. l biglietto d’ingresso standard per l’area protetta del Wadi Rum costa 5 JOD (circa 6,50 €); minori di 12 anni gratis. Per esplorarlo al meglio è indispensabile affidarsi a una guida beduina locale e prendere parte a un tour in fuoristrada 4×4, che permette di sfrecciare tra le dune giganti, ammirare antichissime iscrizioni rupestri ed esplorare canyon nascosti, per poi concludere la giornata su una duna ad assistere a uno dei tramonti più infuocati e suggestivi che abbiate mai visto.

Dormire nel deserto in un campo tendato beduino con tutte le comodità è un’esperienza magica che completa il viaggio e permette di staccare totalmente dal resto del mondo, immersi in un silenzio irreale. I viaggiatori possono scegliere tra i campi tradizionali con tende in pelo di capra o i lussuosi Martian Camp, famosi per le loro cupole trasparenti e futuristiche (le bubble tent) che offrono una vista mozzafiato sul panorama circostante. La serata si svolge attorno al fuoco, dove si cena con lo Zarb — una grigliata di carne e verdure cotta lentamente dai beduini sotto la sabbia dentro forni interrati — per poi concludersi con lo sguardo rivolto verso l’alto ad ammirare una via lattea limpidissima e un tappeto infinito di stelle impossibile da dimenticare.

Quinto giorno

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Da Wadi Rum al Mar Morto: 330 KM per 4 ore e 15 minuti

Scendi verso sud quasi al confine con Israele ed Arabia Saudita, quindi passa per Aqaba (7) e magari concediti un tuffo rapido nelle sue acque (siamo sempre nel mar Rosso…) Quindi senza altri indugi vai verso nord assolutamente seguendo l’autostrada 65 che ti farà costeggiare il mar morto sulla sua sponda orientale. Attraversando vaste aree desertiche, il viaggio diventa memorabile quando a destra si stagliano le montagne, all’altezza della sezione in evaporazione del Mar Morto alla tua sinistra: da quel punto potrai avere alla tua destra in ordine di percorso: il Museo del Punto Più Basso della Terra e poco più a nord ancora il Wadi Numeira (8), un fiumiciattolo che scorre fra le rocce con una vegetazione lussureggiante. Fai le foto assolutamente! Quindi riparti e quando le acque blu si accendono vivide sulla sinistra, le pareti rocciose sulla destra iniziano a svelare i primi affascinanti monumenti scavati nella roccia. La parte migliore del Mar morto è la costa nord. Arriva in hotel, sbriga le formalità (attenzione che metteranno facilmente le valige allo scanner e se troveranno per qualche ragione del cibo non ne saranno contenti. Noi abbiamo dovuto insistere per portarlo in stanza, mentre il personale si opponeva perchè non potevano sapere da dove venisse e se fosse cibo “sano”. Paese che vai, usanze che trovi…). Fatto il check in … mettiti in costume e vai in spiaggia!! Sei sul mar morto… non ti anticipo nulla ma so già che riderai come i pazzi…!

Sesto giorno

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Dal mar morto al castello di Ajiloun, poi a Jerash e infine ad Amman: 160 km per circa 3 ore di auto

Il castello di Ajiloun: (9) Il Castello di Ajloun venne edificato nel 1184 dal generale Izz ad-Din Usama, nipote del celebre condottiero Saladino, come baluardo militare islamico per contenere l’espansione dei Crociati nella regione. Sorge strategicamente in cima al monte Jabal Auf, sui resti di un antico monastero bizantino, con l’obiettivo di proteggere le locali miniere di ferro e controllare le vitali rotte commerciali tra la Siria e l’Egitto. Nel corso dei secoli la fortezza fu ampliata dai Mamelucchi, resistette alle invasioni mongole e sopravvisse a violenti terremoti, arrivando fino a noi come uno dei più straordinari e meglio conservati esempi di architettura difensiva medievale del Medio Oriente.

Jerash: (10) La Pompei d’Oriente, Jerash (poco a nord di Amman) ospita uno dei siti archeologici romani meglio conservati al mondo fuori dall’Italia, dove passeggiare tra le rovine permette di fare un vero salto nel tempo grazie a monumenti rimasti incredibilmente intatti come il maestoso Arco di Adriano, l’immenso e unico Foro Ovale circondato da colonne ioniche, il Cardo Massimo ancora lastricato con le pietre originali e i grandi teatri romani dall’acustica perfetta.

Arriverai ad Amman molto probabilmente subito dopo pranzo. Sbriga il check in, parcheggia la macchina, e fatti portare in centro!
Ma prima leggi queste note su Amman per goderla al meglio: 1. Amman è costruita in collina; le strade che non sono in centro paiono tangenziali e sono generalmente a tre corsie o più e a senso unico. 2. Se pensi di fare a piedi un tratto che non è in centro (come abbiamo fatto noi che svoltato un angolo siamo finiti su un raccordo con le infradito di notte), bene… pensaci. 3. TASSISITI: non tutti parlano inglese, nessuno parla italiano (ma a noi ci è capitato un tassista che era mezzo irlandese e che parlava anche italiano) e soprattutto non tutti hanno maps che gli funziona: dove vogliamo arrivare… per non dover uscire dal taxi per prenderne un altro dopo pochi metri, quando chiami un taxi prima di entrare dentro, quando lui si ferma chiedi se parla inglese e se “maps… ok??”
Chiedi di lasciarti al Ninfeo di Amman (11). Quindi senza fretta prosegui fino al teatro romano (12). Ora ritorna sui tuoi passi e perditi (si fa per dire) nel suq Al-Sukar (13) fino ad arrivare alla Moschea di Al-Husseini (14). Prosegui verso la piazza Faysal (15) e osserva quando si accendono le mille luci delle insegne. Mangia da qualche parte qui (vedi la nostra guida poco sotto, se vuoi e goditi un meritato riposo nel tuo alloggio.

L’anfiteatro romano ad Amman
La moschea di Al-Husseini
Piazza Faysal

Settimo giorno

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Prendilo per visitare il resto dei monumenti e dei siti interessanti di Amman! Fai un percorso semplice: la mattina vai alla Cittadella (16) e e poi passeggia a Rainbow street (17) tra locali e chioschi di frutta (assaggia la spremuta di melograno!!). Se avanza del tempo puoi visitare la grande moschea di Re Abdullah (18) o passare due ore gradevoli al Al-Pasha turkish bath (19). Rimane qualcosa? ah… se sei stato veloce sicuramente un salto alla parte nuova di Amman ti farà piacere… vai all’Abdali Boulevard detto anche boulevard fountain (20) e sappici dire. Riposa ad Amman e il giorno dopo imbarcati per il volo di ritorno.

Il fountain boulevard
La moschea di Re Abdullah
dalle parti di Rainbow Street
Il bagno turco Al-Pasha

Dove prendere un meritato drink?

Nonostante fosse periodo di ramadan ci siamo trovati molto bene comunque in diversi posti. (da 1 a 9 sulla mappa)
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A Petra: Okkeissimo il Petra cave Bar (Tourist Street, Wadi Musa 71810) (1) che ha un ambiente molto particolare e possibilità più unica che rara da queste parti di consumare all’aperto.
Nel deserto: nessuna speranza.. per gli amanti della bionda meglio comprarle e portarsele per mettere nel frigo della propria “tenda”.
Sul mar morto: non fidatevi degli hotel. Stessa soluzione di sopra e occhio a quando passano lo scanner, se lo fanno. Siate pronti a far valere i vostri diritti, se volete, altrimenti soccombete con stile.
Ad Amman: ben tornati nella civiltà… ci sono diverse, ottime, scelte nonché vari negozi di birra e liquori. Bel tempo trascorso da Cantaloupe Gastro Pub (Rainbow St., Amman 11181, Giordania) (2)Maestro Music House (Al Ba’ouniyah St. 52, Amman 11191, Giordania) (3)Rustic Bar and Eatery (Al-Karmaly St. 17, Amman 11191, Giordania) (4)The Corner’s Pub (Ibrahim Al Muwaylehi St. 12, Amman 11118, Giordania) (5)Dubliners (Ali Nasouh Al Tahir St., Amman 11185, Giordania) (6)The Leprechaun (3rd Circle, InterContinental Amman Hotel, Amman 11118, Giordania) (7)Red’s (23 Jarir Street, Al Baouneyah St, Jabal Al Weibdeh, Amman 00962, Giordania) (8) e High garden rooftop (Riad Al-Mufleh St., Amman, Giordania) (9)




Dove abbiamo mangiato: (da 1 a 5 sulla mappa)

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Ci siamo trovati molto bene in diversi posti ad Amman. Da7berha (Sulaiman Al Nabulsi, Amman) (1) – street food tradizionale e abbondante mansaf (noi arrivati che era finito come abbiamo raccontato qui) – Rakwet Arab (Al-Baouneyah St. 11, Amman) (2) – carne in terracotta e piatti tipici – Hashem Restaurant (King Faisal Street, Amman) – leggendario hummus e falafel espressi (3)Shahrazad Restaurant (K. Faysal Sq., Amman) (4) – ottima carne alla griglia e kofta (polpette) – Nur (5th Circle Abdoun, Beirut Street 6, Amman) – cucina raffinata libanese e mediorientale (5)


E tu, sei già stato in Giordania o stai pianificando la tua partenza? Se hai domande sulle schede salvavita, se vuoi segnalarci una modifica, se hai scoperto un locale fantastico che non abbiamo inserito o se semplicemente desideri ricevere maggiori info sui prezzi che hai letto sopra, contattaci a info@volpiinviaggio.it o lascia un commento qui sotto! Rispondiamo sempre a tutti e la tua esperienza può aiutare altri viaggiatori.


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