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Baku da sogno: un city break di alto valore e basso prezzo

Baku è una delle nostre mete preferite per molti motivi: prezzo interessante, gente cordiale, cucina raffinata, esoticità, voli diretti e sempre qualcosa di inconsueto da vedere o da fare. Da dove iniziamo?

Quale capitale vi offre grattacieli a forma di fiamma, vicoli millenari che profumano di spezie, un mare che è in realtà un lago che sta evaporando, architettura brutalista sovietica alternata a palazzi della belle epoque ottomana e montagne che emettono fuoco perpetuo? Baku ridefinisce il concetto di contrasto. La capitale dell’Azerbaigian è sospesa tra il fascino misterioso dell’Oriente e la spinta futuristica dell’Occidente. Preparatevi a scoprire una città dove il passato medievale sposa il domani, lasciando senza fiato a ogni angolo.

Iniziamo dalla geografia: Baku è posta al limite orientale del Caucaso, o, se volete, al confine occidentale del Mar Caspio e dista 4 ore mezza circa dagli Aeroporti italiani. Il clima è molto secco (febbraio, mese più piovoso, porta in media 5 giorni di pioggia…) e le temperature vanno da 2°/8° di Gennaio fino a 22°/32° ad Agosto (min/max).


Baku si sviluppa lungo una baia a forma di mezzaluna sul Mar Caspio ed è strutturata in zone nate in epoche diverse. La parte più antica e interna è la Città Vecchia, pianeggiante, situata a livello del mare e racchiusa da possenti mura medievali.
Subito fuori dalle mura storiche si estende il Centro Città, sviluppatosi durante il primo boom petrolifero di fine Ottocento. La zona centrale è caratterizzata da ampi viali eleganti, piazze monumentali e parchi urbani in stile prettamente europeo.
Muovendosi verso l’interno, il terreno si solleva bruscamente dando forma alla zona collinare della città. Sulle alture si trova la Baku moderna, l’area residenziale e d’affari dominata dai profili dei grandi grattacieli contemporanei.
Questa fascia sopraelevata offre i principali punti panoramici ed è collegata al centro cittadino tramite una funicolare. Le architetture sovietiche sono concentrate nella prima e seconda cintura che avvolge il centro, nei distretti industriali e nelle aree collinari sviluppate dal regime tra gli anni ’20 e ’80.

Quando andare:
Sebbene le temperature di Baku e dell’Azerbaijan non siano mai estreme, il periodo migliore rimane da aprile (pasqua molto bene) a fine ottobre.
I voli diretti per Baku partono solo da Milano Malpensa (tutti i giorni con Azerbaijan Airlines) e da Roma Fiumicino (martedì, giovedì e sabato.

Documenti e informazioni pratiche:
Fuso orario: L’Azerbaigian si trova a +3 ore rispetto all’Italia durante l’ora solare (ottobre – marzo) e a +2 ore durante l’ora legale (marzo – ottobre).
Passaporto: È richiesto il passaporto con validità residua di almeno 3 mesi dalla data di scadenza del visto d’ingresso.
Visto d’ingresso: È obbligatorio e si richiede online tramite il portale ufficiale ASAN Visa al costo di circa 26 dollari USA; viene rilasciato in 3 giorni lavorativi, vale per 30 giorni e richiede una registrazione obbligatoria in loco se il soggiorno supera i 15 giorni.
Vizi e stravizi: Vaping illegale dal 1 aprile 2026 (e mi sa che non è uno scherzo). Tabacco ok. Alcool ok: ci sono pub e moltissimi ristoranti che servono alcool (birra vino o superalcolici), è possibile acquistarlo in supermercati, ma non è commerciato ovunque come in Paesi non musulmani.
Moneta e cambio: Manat azero (AZN). Cambio: 1 Manat = 0,5 cent di euro circa (2026). Carte di credito: nessun problema a Baku.
Prese elettriche: Si utilizzano le prese di tipo C e F con tensione a 220V e frequenza a 50Hz, quindi gli apparecchi italiani a due poli funzionano senza adattatore, mentre serve un adattatore Schuko per le spine a tre poli in linea.

Adattatore Shuko

Per info e prenotazioni : info@volpiinviaggio.it

La città vecchia di Baku: cosa vedere

La Città Vecchia di Baku, nota come Icherisheher, è il nucleo storico fortificato della capitale, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2000. E’ una cittadella segnata dalle influenze di diverse civiltà tra cui quella zoroastriana, araba e persiana. Gli stretti vicoli labirintici che vedrete sono stati progettati in epoca medievale per spezzare le raffiche dei forti venti, ma soprattutto per confondere un eventuale invasore in caso di attacco. Il monumento più antico e misterioso è la Torre della Vergine, una struttura del XII secolo le cui fondamenta potrebbero risalire a epoche ancora precedenti legate ai culti del fuoco (Zoroastro o Zarathustra). Poco distante sorge il maestoso Palazzo degli Shirvanshah, un capolavoro dell’architettura azera del XV secolo costruito quando la dinastia regnante trasferì qui la capitale del proprio regno. A piedi incontrerai antiche moschee, caravanserragli medievali che accoglievano i mercanti della Via della Seta e complessi termali sotterranei. La Città Vecchia ha conservato intatta la sua atmosfera di fortezza medievale ed è davvero sospesa nel tempo.

Itiinerario a piedi:

(Clicca qui per la mappa. Si apre in una nuova pagina) Cerca i numeri blu
Il modo migliore di visitare la cittadella di Baku dipende se vieni in metro o vieni in taxi. Nel primo caso scendi alla fermata di Icherisheher. Ma aspetta ad entrare nella porta in ferro battuto che troverai davanti allo spiazzo: accanto alla stazione metro, in direzione sud parte un percorso molto interessante che ospita parchi e fontane. Giungi fino alla fontana Azneft (1) e poi ritorna alla fermata metro. Se invece vieni in taxi fatti lasciare all’altezza della fontana Azneft e prosegui verso nord dando le spalle al lungomare.

La fontana Azneft fuori dalle mura della città vecchia
Il giardino della filarmonica fuori dalle mura della città vecchia

Arrivati allo spiazzo con alle spalle la stazione metro di Icherisheher varca la porta in ferro battuto con arco gotico che trovi davanti ed entra in una adorabile piazzetta pavimentata in pietra ambrata. Gira liberamente fra i giardini di Sydili, le viuzze pavimentate, i ristorantini e le piccole moschee. Finalmente entra nel palazzo degli Shirvanshah (2). Probabilmente lo dovrai fare dal lato nord, da via Qesr, quindi segui le indicazioni presenti, opure regolati con la mappa (si tratta di percorrere le vie che salgono sul tuo lato sinistro lasciandoti la porta da dove sei entrato alle spalle).
Costo entrata: 8-9€ Il palazzo è una vera e propria cittadella reale del quindicesimo secolo, che comprende il palazzo principale, una moschea, i mausolei e i resti di antiche terme sotterranee. Se vieni qui nel tardo pomeriggio di un giorno limpido la pietra color sabbia con cui è costruito l’intero complesso si colora d’oro regalando un’atmosfera bellissima poco prima del tramonto.

La porta di entrata davanti alla stazione metro
Subito dopo la porta di entrata
Il palazzo degli Shirvanshah
Le rovine dell’Hammam del palazzo degli Shirvanshah
Mausoleo di Seyid Yahya Bakuvi (noto anche come Mausoleo del Derviscio), situato nel cortile inferiore del complesso del Palazzo degli Shirvanshah.

Ora esci e riprendi via Qesr. Ti ritroverai su via Kichik Qala che ti taglierà la via a T. Gira a destra, prosegui e non cambiare direzione fino a che non ne sarai costretto dal percorso. Incontrerai sul lato destro dei bei palazzi e sul sinistro diversi ristorantini. Prosegui fino alla Porta doppia o Qosha Qala (3) e quindi gira a destra.

Lungo la via Kichik Qala
File:İçərişəhər, Qoşa qala qapıları.jpg
La porta doppia, o Qosha qala

Passeggiando su vie acciottolate verso sud (le vie si chiamano la prima Buyuk Qala e poi al bivio prendi via Quilla sulla sinistra) fino ad arrivare fino alla torre della vergine (4). Lì, vicino al lungomare (o lungo lago in realtà), ti troverai di fronte a un cilindro in pietra. La storia ufficiale dice che è una fortezza del dodicesimo secolo, ma gli archeologi pensano che le fondamenta nascondano un antico tempio del fuoco zoroastriano. Sali la stretta scala interna fino alla terrazza sul tetto. Da quassù il contrasto per le foto è pazzesco, con i vicoli medievali in primo piano e i tre grattacieli delle Flame Towers sullo sfondo.

Piazza del mercato, accanto alla torre della Vergine
Torre della vergine
Lungo la via Qulla

Ora lasciati la torre della vergine alle spalle e addentrati negli stretti vicoli lastricati verso la Moschea Sinqqala o di Muhammad (5), che ospita il Museo del Corano e che si dice sia stata costruita sui resti di un tempio del fuoco zoroastriano.
Ora puoi dire di aver visto molto se non tutto della Cittadella di Baku. A te la scelta di come uscire e tornare in alloggio o andare verso una altra destinazione. O ritorni alla metro di Icherisheher oppure ripasso alla torre della vergine per prendere un taxi.

La città nuova di Baku: cosa vedere

(Clicca qui per la mappa. Si apre in una nuova pagina) Cerca il percorso grigio
Il Baku boulevard e Nizami street: noi suggeriamo di trovare del tempo, se ti piace passeggiare, per camminare lungo i giardini che costeggiano il Mar Caspio in modo poi da risalire verso l’interno città ed arrivare nella strada pedonale con negozi, ristoranti e locali… che ne pensi? Tutti i luoghi sono nella mappa cliccabile.
NB: Il Baku boulevard (Bakı bulvarı) a volte è detto anche The Promenade o Baku Promenade. Per capirci: è il lungo mare di Baku (che poi in realtà è un lungo lago poiché il Mar Caspio è geograficamente un lago ed ha una salinità molto ridotta).
Arriva o fatti lasciare a Piazza Azneft (1) (Azneft Meydani) quindi entra nella lunghissima passeggiata fra alberi e prati che è a fianco del Mar Caspio. E’ molto facile che il Mar Caspio lo vedrai più basso del suolo poiché si sta… asciugando. Ricorda che non è un mare ma un lago… In questa passeggiata ben curata, con toilet pubbliche pulite e presenti in più punti, vedrai delle istallazioni particolari, che da sud a nord includono un mall, un auditorium, il museo nazionale del tappeto (non puoi non vederlo: è costruito a forma di tappeto arrotolato), diversi gazebi e la cosiddetta “piccola Venezia” (non avere molte aspettative su questa), oltre a chioschi caffè e viste panoramiche. Quando dall’altra parte della strada scorgerai un parco (il white fountain park -2 su mappa) lascia la passeggiata nel verde se vuoi e attraversa la strada per prendere la via che confina con il parco a sud, controlla che si chiami Via Aziz Ayliev. Percorrila tutta, sempre dritto, fino ad entrare nella zona pedonale. Arriva alla piazza delle fontane (Fountains Square (3)) ed ora dopo pochi passi ancora dritto, entra a destra in Nizami Street (4). E ‘la via pedonale di Baku dove troverai shops, locali, ristoranti di ottimo livello. Consigliamo di stare qui o nelle vie limitrofe per un aperitivo, una buona cena e un divertente dopocena. (più avanti sezione locali e ristoranti)

Paete del Baku boulevard visto dall’alto
Il museo del tappeto
La piccola Venezia

Flame tower, parco dei martiri e discesa alla città vecchia. Cerca il percorso viola su mappa
Un itinerario spettacolare che unisce il futuro, la memoria e la storia millenaria di Baku: Le Flame Towers (1) sono un trio di grattacieli moderni alti fino a 182 metri che dominano lo skyline della città e la cui forma a fiamma rende omaggio all’identità dell’Azerbaigian come “Terra del Fuoco”, illuminandosi di notte con incredibili giochi di luce a LED. Il loro profilo è visibile da moltissimi punti della città, ma non puoi visitarne l’interno perchè sono adibite ad uffici commerciali. Accanto sorge il Parco dei Martiri (2) (Vicoli dei Martiri), un luogo sacro e solenne dedicato alla memoria delle vittime dell’Armata Rossa del 1990 (Gennaio Nero) e della guerra del Nagorno-Karabakh, caratterizzato da un viale alberato con tombe in marmo nero che conduce a una terrazza panoramica (3) affacciata sul Mar Caspio. Non perderti una piccola visita alla deliziosa piccola moschea blu. Da questa collina monumentale si scende poi verso la Città Vecchia (Icherisheher), un viaggio a ritroso nel tempo dove i grattacieli lasciano il posto a vicoli medievali, antichi caravanserragli e palazzi storici protetti dall’UNESCO.
Puoi arrivare alle Flame Towers con il taxi oppure con la Funicolare di Baku (4). La Funicolare è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 20:00 (chiusa il lunedì), collega il lungomare alla collina in 4 minuti al costo di 1 AZN (circa 0,50 €) solo in contanti, e si può prendere sia dalla stazione a valle su Neftchilar Avenue (dietro il Museo del Tappeto) sia dalla stazione a monte situata all’inizio del Parco dei Martiri, proprio a due passi dalle Flame Towers.
Consiglio da volpe: non prendere la funicolare in discesa, invece percorri la scalinata panoramica che taglia il parco ed arriva alla città vecchia, vedrai un panorama da farti fare una foto ad ogni scalino!

Flame Towers
Il parco dei martiri
La discesa alla città vecchia

Centro Culturale Heydar Aliyev (6 su mappa)
È il capolavoro futuristico dell’archistar Zaha Hadid, celebre per le sue linee curve che sembrano fluttuare senza interruzioni. Al suo interno si sviluppa un enorme spazio culturale che include un auditorium da 1.000 posti, gallerie d’arte, mostre temporanee e un museo permanente ricco di collezioni curiose, tra cui una mostra di auto d’epoca e i monumenti del Paese riprodotti in miniatura. Costo entrata: 8 euro.
Consiglio da volpe: informati su cosa viene organizzato durante la tua permanenza, non si sa mai… noi siamo stati assai fortunati. Abbiamo trovato una mostra del kasakistan organizzata dall’Ufficio Turistico nazionale con canti, opere e taaaanto cibo stupendo diciamo “gratis”…

Il centro Heidar Aliyev
Suonatori bulgari turcomanni kazaki

Fuori da Baku

(Clicca qui per la mappa. Si apre in una nuova pagina)
Una visita a Yanar Dag per vedere le montagne di fuoco
Yanar Dag (7 su mappa) in azero significa “la montagna ardente” e con questo crediamo di essere stati chiari. Si tratta di un sito nella penisola di Absheron raggiungibile con 25 minuti di auto da Baku famoso per un fuoco che brucia senza fine dagli anni cinquanta lungo la base di una collina. Il fenomeno è dovuto alla fuorisuscita di gas naturale attraverso lo strato di arenaria porosa della pietra e le fiamme in geneere sono piuttosto dolci anche se possono raggiungere i 3 metri di altezza. Costo ingresso circa 13 euro (cambio 2026).
PS da volpe 1: pare proprio che Marco Polo al suo passaggio in Azerbaijan abbia riferito di fuochi perenni nella penisola di Absheron e che 500 anni dopo Alexandre Dumas padre abbia osservato lo stesso fenomeno in un tempio zoroastriano rimandone profondamente copito
Ps da volpe 2: Sappi che il gas naturale che fuoriesce dal sottosuolo dell’Azerbaijian è composto quasi interamente da metano. Il metano ha una temperatura di autoaccensione molto alta (circa 537 °C). Questo significa che se il gas esce dalla roccia a temperatura ambiente, il semplice contatto con l’aria e l’ossigeno non basta per farlo incendiare. Le fiamme perenni sono dovute a un innesco iniziale: un fulmine, un incendio boschivo o più semplicemente l’azione dell’uomo (una scintilla o un fuoco acceso da antichi pastori o sacerdoti). Non eisiste che il metano incontra l’aria e prende fuoco da solo, mi raccomando…. In ogni modo le fiamme di Yanar Dag sono dovute a una fuoriuscita spontanea e naturale del gas, nessun tubo nascosto.

Il tempio zoroastriano di Ateshgah
Il Tempio del Fuoco di Ateshgah (8 su mappa) ci ha letteralmente affascinato. Anche se non lo approfondiremo in questo articolo, sappiamo che il fascino dell’antico culto zoroastriano del fuoco colpisce molti appassionati di storia e spiritualità. Se anche tu ne subisci l’influenza e desideri ricevere una descrizione dettagliata e approfondita di questo luogo magico direttamente nella tua casella di posta, lascia un commento qui sotto scrivendo “Voglio approfondire Ateshgah” insieme al tuo indirizzo email!
Il tempio di Ateshgah si raggiunge in 25 minuti da Baku e in altrettanti 25 minuti da Yanar Dag. Quindi perchè non riunire le due visite con un colpo solo?
Nato originariamente come luogo sacro legato allo Zoroastrismo e all’antico culto del fuoco, il tempio attuale fu ricostruito tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo. A frequentarlo erano soprattutto mercanti e asceti induisti e sikh che viaggiavano lungo la Via della Seta, le cui iscrizioni in sanscrito sono ancora visibili sulle porte delle celle.

Si presenta come un castello pentagonale con un cortile interno. Al centro si trova l’altare principale con la cupola protettiva, dove arde il fuoco sacro. Intorno al cortile si sviluppano le stanze in pietra dove un tempo risiedevano i monaci, oggi trasformate in sale espositive.

A causa dello sfruttamento industriale del sottosuolo avviato nel secolo scorso, la pressione del gas naturale è svanita e i fuochi originari si sono spenti nel 1969. Per preservare il valore storico del monumento, la fiamma attuale è mantenuta attiva tramite una conduttura artificiale collegata alla rete moderna.

Il tempio zoroastriano di Ateshgah
Effige di Farvahar

Qualche nozione particolare dell’Azerbaijan. Ricordate che loro non sono turchi, sono STRA-turchi: turca è la loro cucina, turca è gran parte della loro storia, turco è il gruppo al quale fa parte la loro lingua, turca è la loro mujsica folk e turca è la moschea che viene rappresentata sulla loro bandiera (è la moschea di Haia Sofia ad Istanbul)… E quindi se sono turchi a tutti gli effetti ricordate che quando vedete scritta una i non accentata non la dovete pronunciare “i” ma con uno sbuffo fra la “u”e la “e”. Ad es proprio la parola Bakı (=Baku) si pronuncia Bakə o Bak’.
Ricordate anche che gli azeri non vanno affatto d’accordo né con i russi né con gli armeni.
Come detto, l’Azerbaijan è la vera “terra del fuoco” A differenza di altri paesi che usano questo appellativo in modo puramente figurativo o legato ai vulcani, in Azerbaigian il terreno “brucia” letteralmente per motivi chimico-geologici. Il sottosuolo della regione è talmente ricco di idrocarburi e gas naturale che questo fuoriesce continuamente attraverso gli strati di roccia porosa.


Dove prendere un meritato drink?

I pub a Baku ci sono, ma non sono curatissimi e, in genere, non hanno mai tavolini all’aperto. Questo aspetto è probabilmente dovuto sia alla legge locale che impedisce di consumare alcolici all’aperto, sia al rischio di venti improvvisi e violenti, sia al decoro urbano che soprattutto nella zona di Nizami street impedisce di occupare il suolo pubblico con tavolini o dehors. Noi aggiungiamo anche un altro motivo: come nella stragrande maggioranza delle nazioni musulmane è immorale vedere consumare alcool, quindi ci si organizza in scantinati, cortili interni o terrazze nella migliore ipotesi.
Pub in zona Fountains Square – Nizami Steet: Hops Pub Baku, 24 Tarlan Aliyarbeyov St, solo tavoli all’interno; People Livebar, 69 Nizami St, dispone di alcuni tavoli all’aperto sulla via pedonale; The Phoenix Pub, Yusif Mammadaliyev St, solo tavoli interni; Finnegan’s Irish Pub, 8 Abdulkarim Ali-Zadeh St, solo spazi interni; O’Malley’s Irish Pub, Tarzan Aliyarbeyov St, solo interni; Fountain Pub, Piazza delle Fontane, dispone di una veranda esterna aperta sulla piazza. (cerca percorso giallo su mappa)
(Clicca qui per la mappa. Si apre in una nuova pagina)

Dove abbiamo mangiato:

La cucina dell’Azerbaigian unisce sapori caucasici e mediorientali, celebrando la carne, le erbe fresche e lo zafferano.
Il re indiscusso della tavola è il plov, un ricco riso speziato con carne, castagne e frutta secca. Molto amati sono anche i kebab alla brace, i qutab ripieni (è una sorta di piadina sottilissima, piegata a mezzaluna e cotta tradizionalmente su una piastra convessa di ferro) e i dolma (involtini di foglie di vite farciti con carne o verdure o riso). I pasti si concludono sempre con il tipico tè nero servito con dolci tradizionali alle noci come la paklava. In azerbaijan viene servita anche qualche ricetta georgiana e in genere non troverete ristoranti che non servono alcool al pasto.

Città vecchia: ottimi ristoranti, molto belli anche, sono Qala Divari: 124 Kichik Qala Street; Qaynana: 126 Kichik Qala Street; Pendir Corek: 50 Boyuk Qala Street, Baku.
Fountains square – Nizami street: Come prima scelta Dolma Restaurant (!!): Memmedemin Resulzade 8M. Scenografico ristorante tradizionale posizionato in una cantina storica con arredamenti da caravan serraglio; Ok anche Araz Terrace: 1 Islam Safarli Street; Nargiz Restaurant: 9 Tarlan Aliyarbeyov Street
Zona lungomare (Baku prospekt): Siamo stati benissimo da SAHiL Bar & Restaurant: Seaside Boulevard, 34 Neftçilər Prospekti, Bakı 1010, Azerbaigian
(cerca percorso rosso su mappa)
(Clicca qui per la mappa. Si apre in una nuova pagina)

Dove Dormire:

La zona che preferiamo è nei pressi di Fountains Square – Nizami Street. Ottima scelta anche un alloggio nella la parte più vicina a Baku Prospekt


File:BAKU AT NIGHT .RED TOWERS.באקו בלילה מגדלים באדום.jpg
Lo spettacolo delle Flame Towers di notte

E tu, sei già stato a Baku o stai pianificando la tua partenza? Se hai domande sulle schede salvavita, se vuoi segnalarci una modifica, se hai scoperto un locale fantastico che non abbiamo inserito o se semplicemente desideri ricevere maggiori info sui prezzi che hai letto sopra, contattaci a info@volpiinviaggio.it o lascia un commento qui sotto! Rispondiamo sempre a tutti e la tua esperienza può aiutare altri viaggiatori.


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